Affitti Brevi e Check-in: Il Consiglio di Stato apre al Digitale (ma con Regole Precise)
L’era della burocrazia analogica per il turismo sta cambiando pelle. Una recente e fondamentale sentenza del Consiglio di Stato (n. 9101 del 21 novembre 2025) ha stabilito un nuovo equilibrio tra la sicurezza pubblica e le esigenze di semplificazione dei gestori.
La svolta: il controllo “de visu” diventa smart
Fino ad oggi, il dubbio era se il gestore dovesse incontrare fisicamente l’ospite per identificarlo. La sentenza chiarisce che l’obbligo di identificazione “de visu” (visiva) permane, ma può essere finalmente assolto tramite la tecnologia.
- Sì al Video-collegamento: È possibile verificare l’identità degli ospiti in tempo reale tramite dispositivi video posizionati all’ingresso della struttura.
- Corrispondenza Immediata: Il sistema deve essere idoneo ad accertare, nel momento stesso dell’accesso (hic et nunc), che il volto dell’ospite corrisponda al documento d’identità esibito o inviato digitalmente.
- Esempi Pratici: I giudici menzionano esplicitamente l’uso di spioncini digitali o sistemi basati su QR code che effettuino un fermo immagine del soggetto.
Cosa resta vietato?
Non tutto il check-in da remoto è lecito. La sentenza conferma che la sicurezza non può essere sacrificata totalmente. Restano non ammesse le procedure in cui: - Il gestore riceve i documenti ma non effettua alcun controllo visivo del volto.
- Si consegnano codici di apertura o chiavi tramite key box senza una verifica dell’identità in tempo reale.
Perché questa decisione è importante?
La decisione nasce dalla necessità di proteggere l’ordine pubblico in un momento storico delicato e ricco di eventi (come il Giubileo), evitando che soggetti pericolosi possano alloggiare in strutture senza essere stati identificati correttamente. Tuttavia, riconosce che un “Paese votato al turismo” non può restare ancorato a modelli gestionali obsoleti.
La Fonte
Consiglio di Stato – Sezione III – Sentenza 21 novembre 2025 n. 9101
Presidente De Nictolis; Relatore Cerroni; Ministero dell’Interno contro Federazione Associazioni Ricettività Extralberghiera e altri.

